Tensione in Medio Oriente: ultimatum Usa all’Iran e nuovi scontri tra Golfo e Libano

Washington chiede maggiori garanzie sul nucleare, Teheran risponde con nuove minacce militari

A cura di Redazione Redazione
01 giugno 2026 07:07
Tensione in Medio Oriente: ultimatum Usa all’Iran e nuovi scontri tra Golfo e Libano -
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Si complica il percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Nella controproposta inviata da Washington a Teheran per una possibile intesa sulla sicurezza nel Golfo, l’amministrazione americana avrebbe introdotto condizioni più stringenti, chiedendo nuovi impegni sul programma nucleare e sull’arricchimento dell’uranio. Il presidente Donald Trump attende una risposta da parte della Repubblica islamica, che secondo fonti diplomatiche non arriverà prima di tre giorni.

Da Teheran, tuttavia, il clima resta di forte diffidenza. Le autorità iraniane hanno dichiarato di non fidarsi più delle “promesse del nemico” e, parallelamente, hanno annunciato l’entrata in servizio di una nuova “nave-mosquito” armata con missili da crociera in grado di colpire obiettivi fino a 700 chilometri di distanza.

Sul terreno, la situazione continua a deteriorarsi. All’alba sono stati lanciati missili contro il Kuwait, mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha reso noto di aver colpito nel fine settimana radar e centri di comando e controllo utilizzati per la gestione di droni iraniani. Teheran ha risposto sostenendo di aver distrutto una base americana dalla quale sarebbe partito uno dei raid aerei contro il proprio territorio.

Anche il fronte israelo-libanese registra una nuova escalation. Le forze israeliane avrebbero conquistato il castello di Beaufort e avanzato per circa 25 chilometri oltre il fiume Litani, con l’obiettivo dichiarato di isolare Hezbollah. La Francia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per affrontare la crisi. Nel frattempo il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto colloqui con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e con il presidente libanese Joseph Aoun, chiedendo a Hezbollah di cessare gli attacchi. Dal movimento sciita è arrivata una replica immediata: prima devono fermarsi gli israeliani.

Sul fronte europeo, l’Unione Europea si starebbe orientando verso il congelamento del price cap sul petrolio russo, misura introdotta per limitare le entrate energetiche di Mosca.

In Colombia, infine, si apre una nuova fase politica dopo il primo turno delle elezioni presidenziali. Al ballottaggio accede in vantaggio il candidato conservatore Abelardo De la Espriella, vicino alle posizioni di Donald Trump. Tuttavia, sia il presidente uscente Gustavo Petro sia il rivale Iván Cepeda hanno sollevato dubbi sulla regolarità del voto, alimentando tensioni e polemiche nel Paese sudamericano.

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