Stretto di Hormuz, Usa e Iran si sfidano: corridoio aperto o guerra in mare?

Washington annuncia il successo dell'operazione Project Freedom. Teheran risponde con missili. Un cargo sudcoreano in fiamme, attacchi a un sito petrolifero negli Emirati

04 maggio 2026 19:57
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La tensione nello Stretto di Hormuz è tornata a livelli critici dopo il lancio dell'operazione statunitense Project Freedom, voluta dall'amministrazione Trump per ristabilire la libertà di navigazione nel punto più delicato del Golfo Persico. Secondo il Centcom, due mercantili battenti bandiera americana avrebbero attraversato lo stretto senza incidenti, transitando lungo un corridoio di sicurezza aperto dalla marina militare Usa.

Teheran rigetta la versione americana e rilancia: l'Iran avrebbe aperto il fuoco con missili contro cacciatorpediniere statunitensi nella zona. La smentita iraniana rende ancora più difficile ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, in un teatro dove ogni ora può cambiare il quadro operativo.

Le notizie che arrivano da altri paesi aggravano il quadro. Seul ha comunicato che un cargo di nazionalità sudcoreana è andato a fuoco dopo un'esplosione di origine non ancora accertata. Gli Emirati Arabi Uniti hanno invece denunciato attacchi iraniani contro un sito petrolifero nel proprio territorio. Nessuna delle due segnalazioni è stata finora confermata in modo indipendente.

Sul fronte diplomatico, la pazienza di Washington sembra in esaurimento. Secondo quanto riferito da Axios citando un alto funzionario americano, il presidente Trump sarebbe sempre più insofferente per il mancato avanzamento dei negoziati con l'Iran e avrebbe fatto sapere che vuole un accordo in tempi brevi, pena un'escalation decisa: «Li farà saltare in aria completamente», la frase attribuita al tycoon.

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