Stop alle armi a Kiev: nasce un asse trasversale in Parlamento
Emendamenti identici da ex leghisti, M5S e Avs mettono in difficoltà la maggioranza sul dl Ucraina
Un pugno di emendamenti al decreto Ucraina riaccende il dibattito sull’invio di armi a Kiev e fa emergere un asse inedito tra i deputati vicini al generale Vannacci, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
Gli ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, passati oggi al gruppo misto, insieme a Emanuele Pozzolo, già in Fratelli d’Italia, hanno depositato alla Camera una proposta di modifica che punta a bloccare ulteriori forniture militari all’Ucraina. Un’iniziativa che rappresenta una sfida diretta alla maggioranza.
«Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega, che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky», dichiarano i firmatari, chiamando in causa il partito da cui provengono.
Sulla stessa linea anche Avs e M5S, che hanno presentato emendamenti analoghi, tutti mirati alla soppressione o alla modifica dell’articolo 1 del decreto. Un fronte eterogeneo ma compatto su un punto: fermare l’ulteriore sostegno militare a Kiev e costringere la maggioranza a una presa di posizione netta in Aula.