Spari vicino alla Casa Bianca: uomo armato ucciso dal Secret Service, grave un passante
Attacco a Washington mentre Trump era all’interno della residenza presidenziale
Momenti di tensione e panico nel cuore di Washington, dove un uomo armato ha aperto il fuoco nei pressi della Casa Bianca prima di essere neutralizzato dagli agenti del Secret Service. L’assalitore, trasportato d’urgenza in ospedale in condizioni critiche, è morto poco dopo. Nell’attacco è rimasto gravemente ferito anche un passante.
Secondo le prime ricostruzioni diffuse dalle autorità americane e dai media statunitensi, l’uomo si sarebbe avvicinato al lato ovest del perimetro della Casa Bianca senza però riuscire a entrare all’interno del complesso presidenziale. L’allarme è scattato intorno alle 18, quando il sospetto ha improvvisamente estratto una pistola e iniziato a sparare contro una delle guardiole di sicurezza dove si trovavano alcuni agenti.
Nel corso dell’assalto sarebbero stati esplosi tra i dieci e i venti colpi. Gli agenti del Secret Service, supportati dall’Federal Bureau of Investigation, sono intervenuti immediatamente riuscendo a fermare l’uomo dopo un rapido conflitto a fuoco.
Al momento dell’attacco, Trump si trovava all’interno della Casa Bianca. Per motivi di sicurezza l’intera area è stata immediatamente isolata e sottoposta a lockdown fino al termine dell’emergenza. Anche i giornalisti presenti nel complesso presidenziale sono stati trasferiti e radunati nella briefing room, seguendo i protocolli previsti in caso di minaccia armata.
Le autorità stanno ora cercando di chiarire il movente dell’assalitore. Secondo quanto riportato dai media americani, l’uomo soffriva di disturbi mentali ed era convinto di essere Gesù. Fonti investigative riferiscono inoltre che fosse già noto al Secret Service e che in passato fosse stato raggiunto da un ordine giudiziario che gli vietava di avvicinarsi alla Casa Bianca.
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza attorno ai principali edifici istituzionali degli Stati Uniti e sulla gestione dei soggetti considerati potenzialmente pericolosi. Nonostante la rapidità dell’intervento delle forze di sicurezza abbia evitato conseguenze ancora più gravi, l’attacco ha provocato nuove preoccupazioni sulla vulnerabilità dei luoghi simbolo del potere americano.