Spagna Usa, ai ferri corti: Madrid nega le basi e l'Ue si schiera contro le minacce di Trump
L’Ue compatta al fianco di Sánchez: "Pronti a rispondere alle ritorsioni commerciali di Trump"
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha lanciato un appello diretto alle potenze coinvolte nel conflitto in Medio Oriente, invitandole a “cessare le ostilità” e a non ripetere “gli errori dell’Iraq”. Sánchez ha avvertito che “spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano” e che non si può “giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone”.
La posizione di Madrid ha provocato un duro contraccolpo diplomatico con gli Stati Uniti, dopo che la Spagna ha negato l’utilizzo delle basi militari statunitensi sul proprio territorio. Il presidente Donald Trump ha minacciato ritorsioni commerciali, definendo la decisione “inaccettabile”. Il governo spagnolo ha replicato che eventuali misure economiche rientrano nelle competenze dell’Unione Europea.
Bruxelles ha confermato il pieno sostegno alla Spagna, dichiarando di essere pronta a “garantire la tutela degli interessi dei 27 Stati membri” e di agire qualora fossero adottate misure punitive contro Madrid. “Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e i loro cittadini”, ha affermato la Commissione.
Nel frattempo, Francia e Regno Unito hanno inviato mezzi militari per rafforzare la protezione di Cipro, dopo che una base britannica sull’isola era stata colpita nei giorni scorsi. Anche dal Canada arrivano segnali di forte preoccupazione: il premier Mark Carney ha chiesto una de-escalation immediata e ha sollevato dubbi sulla legalità internazionale dei raid in Iran, affermando che “non rispetterebbero il diritto internazionale”.