Sisma dell’Aquila, il ricordo delle 309 vittime: “Dopo 17 anni resta una ferita aperta”
Cerimonia nella notte tra il 5 e il 6 aprile: luci, silenzio e fiori per non dimenticare. Il ministro Piantedosi: “Impegno costante per la sicurezza del territorio”
Nel silenzio carico di emozione della notte tra il 5 e il 6 aprile, la città dell’Aquila ha reso omaggio alle 309 vittime del terremoto del 2009 con una commemorazione intensa e partecipata. Un rito che si rinnova ogni anno e che, anche a distanza di 17 anni, conserva intatta la sua forza simbolica e il suo dolore.
Una luce azzurra proiettata da Palazzo Margherita ha illuminato il centro cittadino, mentre all’Emiciclo il raccoglimento della comunità si è tradotto in gesti semplici ma profondi: uno dopo l’altro, fiori bianchi sono stati deposti in memoria delle vittime, accompagnati da un silenzio rispettoso e condiviso.
Durante la commemorazione, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato come il ricordo del sisma resti ancora vivo nella coscienza collettiva del Paese. “Il 6 aprile resta una ferita aperta nel cuore dell’Italia”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di non abbassare mai la guardia sul fronte della prevenzione e della sicurezza.
Il ministro ha poi ribadito l’impegno delle istituzioni: “Rinnoviamo la volontà di proseguire lungo il percorso intrapreso, per garantire territori sempre più sicuri e preparati ad affrontare le emergenze”.
A farsi sentire anche la voce della Croce Rossa Italiana, che in un messaggio ha ricordato come, nonostante il tempo trascorso, “il dolore resta immutato”. Parole che riflettono un sentimento ancora profondamente radicato nella comunità aquilana e in tutto il Paese.
La commemorazione rappresenta non solo un momento di memoria, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva: custodire il ricordo, sostenere la ricostruzione e continuare a lavorare per evitare che tragedie simili possano ripetersi. A distanza di anni, L’Aquila non dimentica — e con essa, l’Italia intera.