Sì ai negoziati, Vance e Ghalibaf volano a Islamabad

Teheran dà il via libera al dialogo. Trump: “L’Iran non ha altra scelta che fare un accordo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
21 aprile 2026 15:22
Sì ai negoziati, Vance e Ghalibaf volano a Islamabad   - Foto: Lapresse
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La crisi mediorientale imbocca una nuova, delicata fase diplomatica. Dopo ore di incertezza e segnali contrastanti, Teheran ha confermato la propria partecipazione al nuovo round di negoziati in Pakistan, aprendo di fatto la strada alla ripresa del confronto con Washington.

Fonti governative pachistane riferiscono che il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf sono attesi a Islamabad nelle prime ore di mercoledì, dove guideranno le rispettive delegazioni. Un passaggio considerato cruciale per tentare di consolidare il cessate il fuoco e trasformarlo in un percorso politico stabile.

La decisione iraniana arriva dopo un braccio di ferro durato tutta la giornata, con scambi di accuse e pressioni incrociate. A sbloccare la situazione, secondo osservatori regionali, sarebbe stata anche la crescente pressione internazionale affinché le parti tornassero al tavolo.

In un’intervista alla rete CBNC News, Donald Trump ha commentato con toni netti l’evoluzione delle ultime ore: “Ero sicuro che avrebbero mandato una delegazione in Pakistan. L’Iran non ha altra scelta che fare un accordo. Non voglio prolungare il cessate il fuoco”. Parole che confermano la linea di fermezza adottata dalla Casa Bianca, ma anche la volontà di arrivare a un’intesa che eviti una nuova escalation.

A Islamabad, intanto, la macchina diplomatica è già in movimento. Le autorità pachistane, che nelle ultime settimane hanno assunto un ruolo di mediazione sempre più centrale, puntano a creare un clima favorevole al dialogo, consapevoli che il margine di manovra resta fragile.

Il nuovo round di colloqui potrebbe segnare un punto di svolta, ma molto dipenderà dalla disponibilità delle parti a superare le rispettive condizioni preliminari. Per ora, l’unica certezza è che il confronto riparte, e che le prossime 48 ore saranno decisive per capire se la tregua potrà trasformarsi in un percorso negoziale duraturo.

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