Sette italiani morti nello schianto del Cessna turistico. Chi sono le vittime
Indagini in corso sulle cause, tra ipotesi di maltempo e problemi tecnici
Sette cittadini italiani hanno perso la vita nello schianto di un piccolo aereo turistico avvenuto sabato sera nei cieli di Nazca, in Perù. Il velivolo, un Cessna Grand Caravan della compagnia peruviana Aerodiana, era decollato dall'aeroporto di Pisco diretto al sorvolo delle celebri Linee di Nazca, sito archeologico riconosciuto dall'Unesco. A bordo si trovavano tredici persone: nessuna è sopravvissuta all'impatto.
Le sette vittime italiane appartengono a due famiglie di amici, legate da anni e unite anche nell'ultima vacanza: i Gianturco di Monza e gli Angelucci di Seregno. Tra loro Paolo Gianturco, partner di Deloitte, la moglie, imprenditrice nel settore della selezione del personale, e i due figli ventenni, Matteo e Pietro. Della famiglia Angelucci facevano parte, tra gli altri, l'imprenditore Massimo, conosciuto e stimato a Lissone, e il figlio Lorenzo, che aveva da poco concluso il suo percorso universitario.
Oltre agli italiani, nello schianto sono morti due turisti tedeschi, due spagnoli e i due membri dell'equipaggio, entrambi peruviani.
Un video diffuso sui social mostra gli ultimi istanti del volo, con l'aereo che perde pezzi in quota prima di precipitare in una zona agricola a sud della città di Nazca. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è il maltempo: nelle ore precedenti forti venti avevano interessato la regione. Il ministero dei Trasporti peruviano ha aperto un'indagine e la presidente ha fatto sapere che si sta valutando la sospensione temporanea dell'aeroporto di Pisco, in attesa delle conclusioni degli accertamenti.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso "profondo cordoglio per il tragico incidente aereo avvenuto in Perù, nel quale hanno perso la vita anche sette cittadini italiani", rivolgendo ai familiari la vicinanza del Governo.