Sei Paesi pronti a un piano per Hormuz: c’è anche l’Italia
Londra annuncia l’iniziativa. Condanna congiunta degli attacchi attribuiti all’Iran. Macron chiede una tregua per riaprire i negoziati
Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – hanno espresso oggi la disponibilità a contribuire a un piano internazionale per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico che l’Iran ha parzialmente chiuso in risposta alle recenti operazioni militari di Stati Uniti e Israele.
L’annuncio arriva da Downing Street, che in una nota congiunta sottolinea come i sei governi condannino “con forza” gli attacchi attribuiti a Teheran e ribadiscano la necessità di preservare la libertà di transito in una delle rotte energetiche più delicate al mondo.
Sul fronte diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha definito “sconsiderata” l’escalation nel Golfo, auspicando una tregua di alcuni giorni in occasione delle festività “per dare una nuova possibilità ai negoziati” e scongiurare un ulteriore deterioramento della situazione.
Di tono opposto le parole del capo del Pentagono, Pete Hegseth, che ha nuovamente criticato l’atteggiamento europeo. Secondo il segretario alla Difesa, “il regime iraniano ha terrorizzato l’America e i nostri interessi per 47 anni, e i nostri ingrati alleati in Europa e parte della stampa dovrebbero dire solo una cosa al presidente Trump: grazie”.
La tensione nello Stretto resta alta, mentre le cancellerie occidentali cercano un equilibrio tra deterrenza militare e tentativi di riaprire il dialogo con Teheran.