Scontro sulle basi USA e accise: Meloni blinda l'Italia, Schlein accusa
La premier: “Crisi senza precedenti. Pronti a tassare chi specula sui prezzi”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato in Parlamento la posizione dell’Italia di fronte all’escalation in Medio Oriente, definita “la situazione più complessa degli ultimi decenni”. La premier ha ribadito che Roma non sarà “né complice di decisioni altrui né isolata in Europa”, e che il governo non intende coinvolgere il Paese nella guerra scaturita dall’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, un’azione che ha definito “fuori dal diritto internazionale”.
Meloni ha assicurato che l’Italia resterà fuori dal conflitto e ha annunciato l’intenzione di introdurre misure fiscali mirate contro chi specula sull’aumento dei prezzi, per proteggere famiglie e imprese dagli effetti economici della crisi. Ha poi invitato tutte le forze politiche a “serietà e coesione”, aprendo alla possibilità di un tavolo di confronto con le opposizioni.
La premier ha inoltre chiarito che dagli Stati Uniti non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi militari presenti in Italia. Qualora ciò avvenisse, ha precisato, la decisione spetterebbe al Parlamento.
A Palazzo Madama è passata la risoluzione della maggioranza, mentre le opposizioni — che avevano presentato quattro documenti distinti — si sono mostrate divise e i loro testi sono stati tutti dichiarati preclusi. Il Partito Democratico ha criticato duramente la premier, accusandola di “lavarsene le mani come Ponzio Pilato”, di non condannare esplicitamente la guerra e di non intervenire sul tema delle accise.