Scatta l'obbligo di lavare la pipì dei cani per strada. Bassetti frena: “Non serve a nulla, l’acqua non disinfetta”
Bassetti definisce infine queste misure “una delle tante leggi all’italiana, caratterizzate da approssimazione scientifico-sanitaria"
L’obbligo di risciacquare la pipì dei cani durante le passeggiate sta diventando sempre più diffuso in molte città italiane. Crescono infatti le ordinanze dei sindaci e alcuni Comuni prevedono sanzioni anche pesanti per i proprietari che non si dotano della bottiglietta d’acqua.
La misura viene giustificata con ragioni igieniche, ma l’infettivologo Matteo Bassetti invita alla cautela: “Non serve a niente. Risciacquare la pipì del cane con la semplice acqua ha un basso valore igienico e disinfettante, poiché non elimina germi o batteri”, spiega.
In un intervento sui social, Bassetti chiarisce: “In molti Comuni italiani i proprietari sono obbligati a portare una bottiglietta d’acqua per lavare l’urina dei cani su strade e marciapiedi. La domanda che molti mi pongono è se sia davvero utile dal punto di vista igienico”.
“La risposta è che dal punto di vista scientifico non serve a nulla. Per una reale azione igienizzante bisognerebbe usare acqua e aceto bianco in diluizione 1:1 oppure detergenti enzimatici, che però non sono utilizzabili in strada”, aggiunge l’esperto.
Bassetti definisce infine queste misure “una delle tante leggi all’italiana, caratterizzate da approssimazione scientifico-sanitaria”.
In Italia non esiste una normativa nazionale sulle deiezioni degli animali domestici: ogni Comune stabilisce regole proprie. Tra le città che prevedono obblighi e multe figurano Milano, Firenze, Torino, Genova, Napoli e Bari, mentre molte località turistiche adottano controlli più rigidi.
Le sanzioni variano da circa 25 euro fino a oltre 500 euro nei casi più gravi, ad esempio quando vengono sporcati monumenti o edifici storici. I controlli possono essere effettuati anche senza colti in flagrante, verificando che i proprietari siano muniti di sacchetto e bottiglietta.