Scati, presidente del Tribunale di Brescia: “Stupito da Meloni, ma sereno. La mia frase è stata estrapolata”

magistrato chiarisce le sue parole sul Csm dopo le critiche della premier: “Nessuna polemica, ho sempre lavorato nell’ombra. Sono serenissimo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
09 marzo 2026 19:11
Scati, presidente del Tribunale di Brescia: “Stupito da Meloni, ma sereno. La mia frase è stata estrapolata” - © Ansa
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Il presidente del Tribunale di Brescia, Stefano Scati, interviene per chiarire la frase finita al centro del dibattito politico e ripresa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A margine di un incontro sul referendum a Parma, il magistrato si dice “stupito” per l’attenzione mediatica, ma ribadisce di essere “assolutamente sereno”.

Sono serenissimo, perché non ho scheletri nell’armadio – afferma – e questa citazione mi consente di replicare urbi et orbi. Nei miei 39 anni di magistratura non ho mai rilasciato interviste, se non sull’andamento degli uffici che ho diretto. Essere improvvisamente ‘l’uomo del giorno’ mi lascia un po’ di imbarazzo”.

Scati sottolinea di non voler alimentare alcuna tensione istituzionale: “Non voglio fare nessuna polemica con la presidente del Consiglio. Ho sempre lavorato in silenzio e nell’ombra, a differenza di tanti colleghi ed ex colleghi che si espongono nella campagna referendaria”.

Al centro della controversia c’è una frase pronunciata durante un dibattito a Brescia: “L’eletto al Csm deve rispondere alla corrente”. Un’espressione che, secondo Scati, è stata “mal interpretata” e “estrapolata da un discorso più ampio”. Il magistrato ricorda di aver già diffuso una nota per chiarire il senso delle sue parole.

Volevo dire che la partecipazione al Csm ha una componente di rappresentanza – spiega – perché l’elettore sceglie il candidato anche in base ai valori che esprime e rappresenta. Valori che riguardano, ad esempio, la concezione dell’organizzazione degli uffici”.

Il presidente del Tribunale precisa inoltre che l’eletto al Csm “non ha vincolo di mandato”, ma se in una votazione si discosta dal programma sostenuto dalla propria base “dovrà spiegare le ragioni del suo voto, punto e basta”.

Conclude ribadendo la propria tranquillità: “Sono sereno, ho chiarito tutto. Il resto non mi appartiene”.

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