Russia alla Biennale, Giuli chiede il passo indietro di Gregoretti: “Non sapevo nulla”
Il ministro della Cultura contesta la rappresentante del Mic nel Cda: non avrebbe comunicato né la possibile presenza russa né il suo voto favorevole. Cresce il fronte politico che chiede un ripensamento
Non si placa la polemica sulla presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale di Venezia. Dopo il duro confronto con il presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano Giuli ha chiesto un passo indietro alla rappresentante del Mic nel Consiglio di amministrazione, Tamara Gregoretti.
Secondo quanto precisato dal ministero, Gregoretti “non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione”. Una scelta che, per il dicastero, avrebbe impedito una valutazione preventiva da parte del governo su un tema considerato politicamente sensibile.
La vicenda ha immediatamente riacceso il dibattito politico. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, ha auspicato un ripensamento sulla presenza di artisti russi alla Biennale. “Come il ministro Giuli – ha dichiarato – ritengo che in quel padiglione, così come in quello iraniano, non ci possa essere una libera espressione artistica, ma soltanto arte di Stato”.
La discussione resta aperta e continua a intrecciarsi con le tensioni internazionali e con il ruolo delle istituzioni culturali italiane nel contesto geopolitico attuale.