Rinnovabili, oltre il 70% dei progetti è fermo in attesa di autorizzazioni
Il report di Legambiente denuncia ritardi e burocrazia: nel 2025 crollano del 75% le richieste di nuovi impianti
In Italia la transizione energetica rallenta. Secondo un report di Legambiente, oltre il 70% dei 1.781 progetti di energia rinnovabile in fase di valutazione è ancora in attesa di autorizzazioni. Un blocco burocratico che arriva mentre i prezzi di petrolio e gas tornano a salire e cresce la necessità di rafforzare l’indipendenza energetica.
Il rapporto evidenzia anche un forte calo delle nuove iniziative: nel 2025 le richieste di progetti sottoposti a Valutazione di impatto ambientale sono diminuite del 75%. La maggior parte delle pratiche resta ferma nelle istruttorie tecniche, mentre altre attendono decisioni del Consiglio dei ministri o pareri del Ministero della Cultura.
I ritardi riguardano tutta la Penisola. La Puglia è la regione con più progetti bloccati, seguita da Veneto, Umbria, Basilicata e Sardegna. Alcuni impianti attendono risposte da oltre cinque anni e non mancano casi emblematici: parchi eolici offshore in Puglia presentati tra il 2008 e il 2012 sono ancora fermi, mentre grandi progetti come il Med Wind in Sicilia o l’hub eolico al largo di Ravenna restano in stallo tra ricorsi, valutazioni ambientali e mancanza di regole chiare.
Secondo il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, servono tempi certi e procedure più semplici per sbloccare gli investimenti. Nonostante i ritardi, nel 2025 l’Italia ha prodotto il 7,8% dell’energia rinnovabile europea. Per raggiungere gli obiettivi al 2030, però, sarà necessario installare circa 11 gigawatt di nuova potenza ogni anno.