Ricoverato per calcoli morì dopo due mesi, la famiglia chiede i danni

Ricorso al tribunale civile, si attende Gip sull'archiviazione per due medici

A cura di Glauco Valentini Redazione
01 agosto 2026 15:13
Ricoverato per calcoli morì dopo due mesi, la famiglia chiede i danni -
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La famiglia di un 64enne morto l'8 agosto 2024, due mesi dopo un intervento all'ospedale Maggiore di Bologna per rimuovere due piccoli calcoli in un condotto, si è rivolta al tribunale civile di Bologna, chiedendo danni per oltre un milione all'Ausl. Come riporta l'Ansa, il ricorso è per un accertamento tecnico preventivo e il giudice Paola Matteucci ha nominato, fissando un'udienza per il 3 settembre, come consulente tecnico d'ufficio lo specialista in medicina legale Marco Scaglione, con il compito di accertare le cause del decesso del paziente.

L'azione si affianca ad una querela che aveva portato la Procura, col pm Marco Imperato, ad indagare per omicidio colposo due chirurghi, per cui poi è stata chiesta l'archiviazione e si attende la decisione del gip dopo l'opposizione dei familiari, assistiti dagli avvocati Chiara Rinaldi e Maria Federica Celatti, mentre i medici sono difesi dagli avvocati Ciriaco Rossi e Francesco Cardile, mentre nel procedimento civile l'Ausl è assistita dagli avvocati Roberta Perricone e Gabriele Ghelfi.

I legali dei parenti del 64enne contestano le conclusioni della consulenza medico legale della Procura, affidata a Mauro Pesaresi e Gian Luca Grazi. Secondo i consulenti della famiglia, Donatella Fedeli e Saverio Pianalto, per la rimozione dei calcoli è stata eseguita una procedura ad alto rischio, tenendo conto delle condizioni del paziente, con tecniche non conformi alle linee guida. Durante l'operazione è stata provocata una perforazione, che ha causato le complicanze successive (quattro operazioni nel giro di due mesi) e infine la morte. La lesione, sempre secondo i consulenti di parte, sarebbe stata diagnosticata e trattata con ritardo, quando ormai la situazione era già gravemente compromessa.

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