Referendum sulla giustizia, Meloni ammette la sconfitta: “Occasione persa, ma andiamo avanti”

Il centrosinistra si ricompatta sul No. Schlein: “C’è un’alternativa di governo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
23 marzo 2026 19:12
Referendum sulla giustizia, Meloni ammette la sconfitta: “Occasione persa, ma andiamo avanti” -
Condividi

Delusa ma determinata a non arretrare. Giorgia Meloni incassa la sconfitta del Sì al referendum sulla giustizia, una delle riforme simbolo dell’esecutivo, ma conferma la volontà di proseguire il percorso politico intrapreso. “È stata un’occasione persa, ma andremo avanti”, afferma la premier quando il risultato delle urne certifica il netto vantaggio del No.

Nel governo prevale la linea della continuità. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio respinge la lettura “politica” del voto e si prepara ad affrontare nel suo dicastero i casi Bartolozzi e Delmastro, che hanno alimentato tensioni durante la campagna referendaria. Più laconico Antonio Tajani: “Abbiamo fatto tutto il possibile”. Matteo Salvini, invece, ha scelto di trascorrere il giorno del voto a Budapest, accanto al premier ungherese Viktor Orbán e all’assemblea dei patrioti.

Sul fronte opposto, il centrosinistra ritrova compattezza proprio attorno al No. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein parla apertamente di una “maggioranza alternativa al governo” e apre alle primarie proposte dal leader del M5S Giuseppe Conte: “Le forze progressiste interpreteranno questa primavera”.

A festeggiare sono soprattutto i magistrati. L’Associazione nazionale magistrati rivendica di aver “protetto la Costituzione”, mentre si apre una fase di transizione interna: il presidente Giuseppe Santalucia Parodi, espressione dell’area moderata di Magistratura Indipendente, lascia l’incarico dopo appena un anno per “motivi personali”. Intanto, i vertici delle principali procure – da Roma a Napoli e Palermo – intervengono sul risultato. Gli avvocati, sconfitti, osservano con amarezza: “La magistratura è sempre più un soggetto politico”.

Il voto, pur non avendo effetti immediati sull’assetto istituzionale, ridisegna gli equilibri politici e apre una nuova fase tanto per la maggioranza quanto per l’opposizione, che ora intravede uno spazio di competizione più ampio.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Altainforma