Rapine in abitazione: arrestato 46enne latitante

Nel gennaio 2012, l'uomo e altri quattro complici con volto travisato da passamontagna avevano bloccato una donna cinese che stava rientrando nella propria abitazione a Bologna

A cura di Grazia Antonioli Redazione
26 aprile 2026 11:09
Rapine in abitazione: arrestato 46enne latitante -
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Gli agenti della Squadra Mobile di Padova hanno rintracciato e arrestato un 46enne cinese, irregolare sul territorio nazionale, che è risultato essere un ricercato. A quanto emerso dagli accertamenti, infatti, l'uomo deve scontare una pena di 10 anni di reclusione emessa dal Tribunale di Bologna a gennaio 2020, per una serie di rapine in abitazione, commesse tra Bologna e il Veneto nel 2012. In particolare il 46enne avrebbe fatto parte di una banda ritenuta dagli investigatori particolarmente violenta, che commetteva rapine ai danni di connazionali, sequestrando le vittime, legandole con delle fascette ai polsi, imbavagliandole e minacciandole con l'uso di grossi coltelli.

Nel gennaio 2012, l'uomo e altri quattro complici con volto travisato da passamontagna avevano bloccato una donna cinese che stava rientrando nella propria abitazione a Bologna, circondandola mentre aspettava l'ascensore. A quel punto, minacciandola di morte, l'avevano costretta a entrare nel suo stesso appartamento dove vi erano altri tre familiari, tra cui una bambina di 10 anni e un'anziana, e venivano tutti immobilizzati e imbavagliati con del nastro adesivo sulla bocca. A quel punto erano stati rapinati dei loro beni di valore, denaro contante e telefoni cellulari.

Meno di un mese dopo, in provincia di Padova, a Pionca di Vigonza, una coppia di imprenditori cinesi era stata sequestrata in casa e rapinata la sera di venerdì 3 febbraio 2012 dal gruppetto, e lo stesso era accaduto nuovamente a Bologna a fine mese sempre a una famiglia di origini cinesi.

Per questi tre episodi di rapine in abitazione con sequestro di persona, nei confronti del 46enne cinese, nel 2013 e nel 2016, sono state emesse due sentenze di condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione nella prima e 5 anni e 4 mesi di reclusione per la seconda condanna. Le due sentenze sono divenute esecutive nel 2017.

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