Raid su Beirut Sud e nuovi attacchi tra Iran e Israele: cresce l’esodo e sale la tensione regionale

Colpita la roccaforte di Hezbollah a Dahieh con 26 raid israeliani. Teheran lancia nuovi missili su Tel Aviv. Mezzo milione di sfollati in Libano, 100mila in fuga da Teheran

A cura di Glauco Valentini Redazione
06 marzo 2026 11:30
Raid su Beirut Sud e nuovi attacchi tra Iran e Israele: cresce l’esodo e sale la tensione regionale - © Ansa
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Un’ondata di raid israeliani ha colpito il quartiere di Dahieh, nella periferia sud di Beirut, storica roccaforte di Hezbollah. L’aeronautica israeliana ha condotto 26 attacchi mirati contro infrastrutture del gruppo sciita, tra cui un centro di comando e un hangar destinato ai droni. L’offensiva ha provocato un massiccio movimento di civili: quasi 500mila persone stanno lasciando la capitale libanese in direzione nord. Secondo fonti vicine a Hezbollah, il gruppo potrebbe valutare una risposta partendo dalla Siria.

Parallelamente, l’Iran ha lanciato nuovi missili contro Tel Aviv e il centro di Israele, dopo ore di apparente tregua. Le esplosioni sono state avvertite nel cuore della città, mentre i sistemi di difesa israeliani hanno intercettato diversi vettori. Non risultano feriti, ma la tensione resta altissima.

Sul fronte interno iraniano, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima oltre mille morti dall’inizio del conflitto e un esodo di 100mila persone da Teheran. Intanto un’inchiesta riportata da Reuters suggerisce che gli Stati Uniti potrebbero essere coinvolti nell’attacco alla scuola iraniana, un’accusa che rischia di aggravare ulteriormente il quadro diplomatico.

Anche il fronte economico si sta rapidamente deteriorando: secondo il Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti starebbero valutando il congelamento di miliardi di dollari di beni iraniani, una mossa che potrebbe interrompere una delle principali vie di comunicazione finanziaria di Teheran e indebolire ulteriormente l’economia del Paese.

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