Raid israeliano su Tiro dopo l’ordine di evacuazione: almeno otto morti nel sud del Libano
L’attacco ha colpito una zona residenziale della città poche ore dopo l’invito dell’Idf a lasciare l’area. Panico tra i civili in fuga, mentre Israele sostiene che Hezbollah operi anche nel quartiere cristiano
Si aggrava la situazione nel sud del Libano, dove continuano le operazioni militari israeliane. Almeno otto persone sono morte in un raid che ha colpito una popolare area residenziale della città di Tiro, secondo quanto riferito dalla Protezione Civile libanese.
L’attacco è avvenuto poco dopo che l’esercito israeliano aveva diffuso un ordine di evacuazione rivolto ai residenti della città e delle zone circostanti. Per la prima volta l’avviso comprendeva anche il quartiere cristiano di Tiro, fino a oggi rimasto escluso dalle precedenti disposizioni.
Secondo le Forze di difesa israeliane, la decisione sarebbe stata presa perché militanti di Hezbollah opererebbero anche all’interno di quell’area. Israele sostiene infatti che il gruppo sciita utilizzi infrastrutture e postazioni presenti in diversi quartieri della città per attività militari.
L’ordine di sfollamento ha provocato scene di forte tensione tra la popolazione. Molti residenti hanno lasciato le proprie abitazioni in fretta, cercando rifugio in aree ritenute più sicure, mentre il traffico sulle principali vie di uscita dalla città è rapidamente aumentato.
Tiro, uno dei centri più importanti del Libano meridionale, è tornata così al centro del conflitto che da mesi vede contrapposti Israele e Hezbollah. La comunità internazionale continua a seguire con preoccupazione l’evoluzione della crisi, mentre cresce il timore di un ulteriore aggravamento della situazione umanitaria nella regione.