Raid iraniani in Bahrein: oltre 30 feriti e incendio in un impianto petrolifero
Donald Trump: “La fine della guerra sarà decisa con Benjamin Netanyahu”. Teheran accusa Washington: “È tutta una questione di petrolio”
Nuova escalation militare nel Golfo Persico. Un attacco condotto dall’Iran con un drone contro il Bahrein ha provocato il ferimento di 32 persone, alcune delle quali in gravi condizioni. Secondo le prime ricostruzioni delle autorità locali, il velivolo senza pilota avrebbe colpito un’area urbana causando danni a edifici e infrastrutture.
Un secondo raid ha preso di mira l’impianto petrolifero di Al Ma'ameer, dove si è sviluppato un vasto incendio che ha provocato ingenti danni alle strutture industriali. Le squadre di emergenza sono intervenute per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, mentre proseguono le operazioni di soccorso e la valutazione dei danni.
Nel frattempo, dagli Stati Uniti arrivano dichiarazioni che sottolineano il crescente coinvolgimento diplomatico e strategico nella crisi. Il presidente americano Donald Trump ha affermato che la decisione su quando porre fine alla guerra contro Teheran sarà presa in stretta consultazione con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Da parte sua, Teheran respinge le accuse e sostiene che l’offensiva statunitense nella regione sia motivata principalmente da interessi energetici. “È tutta una questione di petrolio”, hanno dichiarato fonti iraniane, criticando la presenza militare americana nel Golfo.
La tensione è ulteriormente aumentata dopo il primo lancio di missili iraniani in direzione di Israele, avvenuto poche ore dopo la nomina della nuova guida suprema della Repubblica islamica, l’ayatollah Mojtaba Khamenei. L’episodio segna un nuovo e potenzialmente pericoloso capitolo nello scontro tra Teheran e lo Stato ebraico, mentre la comunità internazionale segue con crescente preoccupazione gli sviluppi della crisi.