Raid a Beirut, nel mirino il ministro dell’Intelligence iraniana Khatib

L’Idf colpisce nel cuore della capitale libanese: 12 vittime. Teheran minaccia ritorsioni dopo l’uccisione di Larijani e Soleimani. Bombe a grappolo su Tel Aviv: due morti

A cura di Glauco Valentini Redazione
18 marzo 2026 11:36
Raid a Beirut, nel mirino il ministro dell’Intelligence iraniana Khatib - Immagine creata con IA
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Un nuovo esponente di primo piano della Repubblica islamica finisce nel mirino. L’esercito israeliano ha condotto un’operazione a Beirut con l’obiettivo di eliminare Ismail Khatib, ministro dell’Intelligence iraniana e comandante della milizia “Imam Hussein”. Khatib ha ricoperto l’incarico sia nel governo guidato da Ebrahim Raisi sia in quello dell’attuale premier Masoud Pezeshkian.

Il raid è avvenuto nel centro della capitale libanese e ha provocato la morte di 12 persone. Fonti israeliane hanno definito l’azione “promettente”, lasciando intendere che l’obiettivo potrebbe essere stato colpito, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali.

L’operazione arriva in un momento di forte tensione tra Israele e Iran. Teheran ha minacciato ritorsioni dopo l’uccisione di Ali Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, eliminato in un attacco che ha rappresentato un duro colpo per l’apparato di potere della Repubblica islamica. Nello stesso contesto, l’Idf ha colpito anche Gholamreza Soleimani, comandante dell’unità Basij, nota per il ruolo nelle repressioni delle proteste interne.

La risposta iraniana non si è fatta attendere: bombe a grappolo sono state lanciate su Tel Aviv, causando la morte di due persone e alimentando ulteriormente l’escalation in corso.

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