Processo Crans-Montana, la madre della vittima: “La vera devastazione è perdere un figlio”
La madre del 16enne morto a Capodanno replica alle dichiarazioni dell’imputata Jessica Moretti: “La vera devastazione è non poter più abbracciare i propri figli”
È un atto d’accusa che va oltre il perimetro strettamente giudiziario quello pronunciato dalla madre di un ragazzo morto nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, in risposta alle dichiarazioni rese in aula da Jessica Moretti.
La donna, Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, il 16enne deceduto nell’incendio al residence “Constellation”, ha replicato con parole molto dure alle affermazioni dell’imputata, che aveva lamentato di essere stata vittima di “falsità che ci hanno distrutto”.
“Essere devastati significa non poter abbracciare i propri figli. Quando si può rientrare a casa e poter abbracciare i propri figli tutte le mattine, questo non è essere devastati”, ha dichiarato la madre della vittima, sottolineando la distanza emotiva tra le parti e il dolore irreparabile causato dalla tragedia.
Nel corso delle dichiarazioni spontanee rese davanti ai magistrati, Jessica Moretti, presente in aula insieme al marito Jacques, ha ribadito la volontà di collaborare con gli inquirenti e di contribuire a chiarire le responsabilità legate all’incendio.
Il procedimento giudiziario prosegue dunque in un clima di forte tensione emotiva, segnato dal confronto tra il dolore delle famiglie delle vittime e la posizione degli imputati, chiamati a rispondere delle conseguenze del rogo che ha sconvolto la comunità locale.