Poliziotto in carcere per l’omicidio di Rogoredo: la lettera di scuse di Cinturrino

Dalla cella di San Vittore l’agente scrive di essere “pentito” per il colpo che ha ucciso Abderrahim Mansouri, mentre l’inchiesta si allarga ai colleghi presenti sulla scena

A cura di Glauco Valentini Redazione
26 febbraio 2026 18:20
Poliziotto in carcere per l’omicidio di Rogoredo: la lettera di scuse di Cinturrino - © Ansa
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L’assistente capo di Polizia Carmelo Cinturrino, detenuto a San Vittore con l’accusa di omicidio volontario per la morte del 28enne Abderrahim Mansouri, ha scritto una lettera di scuse datata 25 febbraio e consegnata al suo avvocato. Nel testo afferma di essere “triste e pentito”, definisce quanto accaduto un “errore” e sostiene che il giovane “doveva essere in prigione e non morto”. Rivolge un messaggio anche ai colleghi, ricordando la sua carriera “da servitore dello Stato”.

Intanto la Procura di Milano amplia le indagini al Commissariato Mecenate, dove Cinturrino prestava servizio, per chiarire non solo le responsabilità dell’agente ma anche quelle degli altri poliziotti coinvolti nella gestione della scena del crimine, sospettata di essere stata alterata per simulare la legittima difesa.

Quattro agenti, già indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, sono stati spostati a incarichi non operativi in altre sedi, mentre proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell’omicidio e sul comportamento dell’intera squadra.

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