Petrolio in rialzo, Brent sfiora i 97 dollari
Salgono anche i carburanti: diesel oltre i 2,2 euro in autostrada. Protestano i consumatori
Il prezzo del petrolio torna a salire dopo il brusco calo registrato nella giornata precedente. A sostenere le quotazioni sono le tensioni in Medio Oriente, in particolare le notizie relative alla mancata riapertura dello stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale.
Il contratto di maggio sul WTI americano segna un rialzo del 3,5%, attestandosi a 97,7 dollari al barile. In crescita anche il Brent per consegna a giugno, che guadagna il 2,4% raggiungendo quota 97,05 dollari.
L’aumento delle quotazioni si riflette sui prezzi dei carburanti in Italia. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità self service sale a 1,792 euro al litro, mentre il diesel tocca i 2,184 euro. Ancora più elevati i prezzi sulla rete autostradale, dove il gasolio supera i 2,2 euro al litro.
A fronte di questi rincari, si levano le proteste delle associazioni dei consumatori. Nel mirino, la mancata corrispondenza tra il calo delle quotazioni del greggio — che nella giornata precedente aveva registrato un crollo del 16% — e i prezzi alla pompa, rimasti invece elevati. Una dinamica che riaccende il dibattito sulla trasparenza e sui meccanismi di formazione dei prezzi dei carburanti.