Petroliera USA in fiamme nel Golfo: Teheran rivendica l’attacco mentre proseguono i raid su Iran e Libano
Droni iraniani colpiscono l’Azerbaigian. Mosca invoca un fronte diplomatico per fermare l’escalation
Nel sesto giorno del nuovo conflitto in Medio Oriente, la tensione nel Golfo Persico continua a crescere. All’alba sono ripresi i raid israeliani contro obiettivi in Iran, mentre Teheran ha annunciato di aver colpito una petroliera statunitense nel Golfo. La nave, secondo le Guardie rivoluzionarie, sarebbe “attualmente in fiamme” e l’Iran avrebbe assunto il “controllo completo dello Stretto di Hormuz”.
L’attacco alla petroliera si inserisce in un quadro di escalation che coinvolge ormai più fronti. L’Iran ha inoltre lanciato droni contro l’aeroporto internazionale di Nakhchivan, in Azerbaigian, provocando almeno due feriti secondo le autorità locali.
Parallelamente, Israele ha intensificato le operazioni militari contro l’Iran e il Libano, colpendo infrastrutture strategiche e basi paramilitari legate ai Pasdaran. Le operazioni si estendono dal Mediterraneo all’Oceano Indiano, segnalando un conflitto sempre più ampio e difficile da contenere.
Sul piano diplomatico, la Russia ha lanciato un appello affinché si formi “un fronte unito per porre fine alla guerra” nel Golfo Persico, sottolineando il rischio di un ulteriore deterioramento della sicurezza regionale e globale.
La situazione resta estremamente fluida, con il timore che nuovi attacchi possano coinvolgere ulteriori attori regionali e internazionali, aggravando una crisi già senza precedenti negli ultimi anni.