Patto di stabilità, tensioni nella maggioranza sulla linea economica
Lega spinge per una rottura unilaterale, Forza Italia invita alla prudenza e Fratelli d’Italia parla di “volo pindarico”. L’opposizione: “manca una strategia comune”
Crescono le divergenze all’interno della maggioranza sul futuro del Patto di stabilità europeo, in vista del documento congiunto che il governo si prepara a portare in Parlamento.
La Lega rilancia una posizione netta attraverso il senatore Claudio Borghi, che si dice favorevole a un possibile “abbandono unilaterale” delle attuali regole di bilancio europee. Una linea che punta a rafforzare la sovranità fiscale italiana, ma che non trova consenso unanime tra gli alleati di governo.
Di segno opposto l’approccio di Forza Italia, che invita a “evitare contraccolpi” e a privilegiare strumenti negoziali già disponibili a livello europeo. Tra le ipotesi indicate dagli azzurri figurano la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e un utilizzo più flessibile dei fondi di coesione.
Più critica la posizione di Fratelli d’Italia, che prende le distanze dalle proposte leghiste. Il responsabile economico del partito, Marco Osnato, definisce la linea del Carroccio un “volo pindarico”, sottolineando la necessità di mantenere un approccio pragmatico: “Lasciamo lavorare il governo. Consideriamo i parametri europei come un mezzo e non come un fine”, ha dichiarato.
Sul fronte dell’opposizione, le reazioni sono di forte critica. I partiti di minoranza accusano la maggioranza di essere divisa e priva di una strategia economica coerente. “La maggioranza è in confusione, non c’è una strategia economica comune”, è il giudizio espresso dai rappresentanti dell’opposizione, che evidenziano le tensioni interne al governo come un elemento di instabilità nella definizione della linea economica nazionale.