Oscar, trionfa Una battaglia dopo l’altra: 6 statuette e consacrazione per Paul Thomas Anderson
Jessie Buckley e Michael B. Jordan migliori attori. Penn premiato ma assente. Sul red carpet simboli contro Ice e per la pace
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson domina la notte degli Oscar aggiudicandosi il premio più ambito, quello per il miglior film, al termine di una cerimonia segnata dal testa a testa con Sinners – I Peccatori di Ryan Coogler. La commedia drammatica sugli ex rivoluzionari alle prese con le conseguenze del proprio passato porta a casa complessivamente sei statuette, imponendosi come il titolo più premiato dell’edizione.
Per Anderson arriva anche il primo Oscar alla regia, un riconoscimento atteso da anni e accolto con una standing ovation. Il film conquista inoltre il premio per il miglior attore non protagonista, assegnato a Sean Penn, assente alla cerimonia perché – secondo indiscrezioni – diretto in Ucraina. Completano il bottino la miglior sceneggiatura non originale, il montaggio e il premio per il casting, introdotto per la prima volta nella storia dell’Academy.
Sul fronte delle interpretazioni principali, Jessie Buckley ottiene l’Oscar come miglior attrice protagonista per Hamnet, mentre Michael B. Jordan si impone come miglior attore protagonista grazie alla sua performance in Sinners.
Il premio per il miglior film internazionale va a Sentimental Value di Joachim Trier, che conferma la solidità del cinema europeo nella categoria.
A fare notizia anche il tappeto rosso: molte star hanno indossato le ormai note spillette anti-Ice, simbolo di protesta già viste durante la stagione dei premi. Accanto a queste, sono comparse anche spille che chiedevano silenziosamente la fine dei conflitti nel mondo, segno di un’edizione in cui cinema e impegno civile si sono intrecciati con forza.