OCSE: “Per l’Italia il risanamento sarà più difficile”
Difesa, pensioni e clima faranno crescere la pressione sulla spesa pubblica. Tre le raccomandazioni per mettere in sicurezza i conti
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico lancia un avvertimento chiaro all’Italia: nei prossimi anni il percorso di risanamento dei conti pubblici sarà più complesso. Secondo la scheda dedicata al nostro Paese nel primo rapporto Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività, presentato a Parigi, le tensioni legate alla spesa per la difesa, alle pensioni e alle politiche contro il cambiamento climatico sono destinate ad aumentare, mentre i bisogni di investimento pubblico resteranno elevati. Un mix che rischia di comprimere ulteriormente i margini di manovra della finanza pubblica.
L’Ocse indica tre direttrici d’intervento per affrontare questa fase: utilizzare gli introiti eccezionali per ridurre il deficit, rafforzare il ruolo dell’esame della spesa fissando obiettivi di risparmio più ambiziosi e aumentare le entrate attraverso una lotta più efficace all’evasione fiscale, accompagnata dalla riduzione delle spese fiscali e dal miglioramento dell’amministrazione tributaria, anche tramite strumenti digitali.
Il rapporto sottolinea inoltre che, nonostante i progressi registrati nell’ultimo decennio — con occupazione in crescita, disoccupazione ai minimi storici e un aumento degli investimenti — la produttività italiana resta debole e il rapido invecchiamento della popolazione continua a rappresentare un freno strutturale. Per sostenere la crescita, l’Ocse richiama la necessità di migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, rafforzare la formazione e favorire una maggiore partecipazione di giovani e donne.
In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, rialzo dei prezzi energetici e rallentamento della domanda, l’Italia si trova dunque davanti a una sfida duplice: consolidare i conti pubblici e, allo stesso tempo, accelerare una crescita che da anni procede a ritmo troppo lento.