Notte di raid e rappresaglie tra Usa e Iran: cresce la tensione in Medio Oriente

Washington colpisce radar e sistemi di difesa iraniani dopo l’abbattimento di un elicottero Apache

A cura di Redazione Redazione
10 giugno 2026 07:38
Notte di raid e rappresaglie tra Usa e Iran: cresce la tensione in Medio Oriente -
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Nuova impennata della tensione in Medio Oriente. Nella notte gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani dopo l’abbattimento di un elicottero Apache americano nelle acque dello Stretto di Hormuz, episodio che rischia di compromettere ulteriormente il fragile percorso diplomatico avviato nei mesi scorsi.

Secondo il Comando Centrale statunitense (CENTCOM), i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, stazioni radar, centri di controllo e altre infrastrutture militari considerate coinvolte nelle recenti azioni contro forze e interessi americani nell’area. Washington ha definito l’operazione una «risposta proporzionata» all’attacco subito.

L’incidente che ha innescato la crisi è avvenuto nei pressi dello Stretto di Hormuz, dove un elicottero Apache statunitense è precipitato dopo essere stato colpito, secondo la versione americana, da un drone iraniano. I due membri dell’equipaggio sono stati recuperati senza conseguenze gravi.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno rivendicato il lancio di missili e droni contro diverse installazioni militari americane in Bahrain, Giordania e Kuwait. Le autorità iraniane hanno inoltre accusato i Paesi della regione che ospitano forze statunitensi di condividere una «responsabilità legale e morale» per le operazioni condotte da Washington e dai suoi alleati. Secondo le prime informazioni, gran parte dei vettori sarebbe stata intercettata dalle difese aeree americane e dei Paesi coinvolti.

L’escalation arriva in un momento già estremamente delicato per l’intera regione. Parallelamente allo scontro tra Stati Uniti e Iran, Israele continua infatti le proprie operazioni militari nel Libano meridionale contro obiettivi legati a Hezbollah. Nelle ultime ore nuovi bombardamenti avrebbero provocato ulteriori vittime, alimentando il timore di un allargamento del conflitto su più fronti.

Sul piano politico-diplomatico, resta alta anche la tensione tra Israele e alcuni Paesi europei. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha duramente criticato alcune recenti dichiarazioni del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir nei confronti dell’Italia, definendole «inaccettabili e indegne». Le parole del titolare della Farnesina si inseriscono in un clima di crescente attrito tra diversi governi europei e l’esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu sulla gestione delle crisi regionali.

Gli sviluppi delle prossime ore saranno decisivi per capire se il confronto tra Washington e Teheran resterà circoscritto a una serie di azioni militari limitate o se rischierà di trasformarsi in una nuova e più ampia fase di instabilità nel Golfo Persico.

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