Nordio attacca i 20 togati del Csm: “Credibilità minima nelle loro dichiarazioni su Gratteri”
Il ministro critica il documento sul caso Gratteri; FdI: “Una vittoria del No sarebbe negativa per il governo”
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio torna a puntare il dito contro il Consiglio superiore della magistratura. Secondo quanto trapela da ambienti del ministero, il guardasigilli avrebbe definito “il massimo numero di espressioni contorte nella minima credibilità del loro contenuto” il documento firmato da 20 togati del Csm sul caso Gratteri.
La presa di posizione riguarda le dichiarazioni del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che nei giorni scorsi aveva espresso considerazioni sul voto al referendum relativo alla riforma della giustizia. Le parole del magistrato avevano suscitato reazioni contrastanti, spingendo una parte del Csm a intervenire con una nota ufficiale.
Nordio, però, giudica quel testo “contorto” e privo di reale solidità, sottolineando come le critiche rivolte a Gratteri non reggerebbero a un’analisi rigorosa.
Sul fronte politico, intanto, Fratelli d’Italia ribadisce la centralità della riforma. Aprendo la Direzione nazionale del partito, il coordinatore Edmondo Cirielli ha affermato che un’eventuale vittoria del No al referendum “non sarebbe positiva per il governo, perché abbiamo inserito la riforma nel programma e perché ci crediamo”.