New York, stop temporaneo ai nuovi data center: approvata una moratoria di un anno
La legge passa alla governatrice Kathy Hochul. Crescono negli Stati Uniti le opposizioni ai data center, tra timori per i consumi energetici e l’impatto sulle bollette
Lo Stato di New York ha approvato una legge che impone una moratoria di un anno sul rilascio di nuovi permessi per la costruzione di data center. Il provvedimento, adottato dall’assemblea legislativa statale, mira a sospendere temporaneamente l’espansione di queste infrastrutture in attesa di ulteriori valutazioni sul loro impatto energetico e ambientale.
Il disegno di legge dovrà ora essere esaminato dalla governatrice Kathy Hochul, che potrà decidere se firmarlo o opporre il veto, determinandone così l’entrata in vigore o l’archiviazione.
La misura si inserisce in un contesto di crescente dibattito negli Stati Uniti sull’espansione dei data center, strutture fondamentali per l’elaborazione e l’archiviazione di grandi quantità di dati digitali, ma sempre più contestate per il loro elevato consumo energetico e per l’impatto sulle reti elettriche locali.
Secondo un sondaggio della Quinnipiac University, il 65% degli americani si opporrebbe alla costruzione di un data center nella propria comunità, principalmente per il timore di un aumento della domanda energetica e delle conseguenti ricadute sulle bollette.
Le preoccupazioni riguardano in particolare la pressione che queste strutture esercitano sulle infrastrutture elettriche, con il rischio di sovraccarichi nelle reti locali e un possibile incremento dei costi per i consumatori. Il tema è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico americano, soprattutto con la crescita della domanda di potenza di calcolo legata all’intelligenza artificiale e ai servizi digitali.
La decisione finale della governatrice Hochul sarà quindi cruciale non solo per il futuro immediato dello sviluppo dei data center nello Stato di New York, ma anche per il più ampio equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità energetica e consenso delle comunità locali.