Navalny avvelenato con una tossina rara: l’accusa congiunta di cinque Paesi europei

Francia, Germania, Olanda, Svezia e Regno Unito puntano il dito contro Mosca: “Lo Stato russo ha usato un agente letale per eliminarlo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
14 febbraio 2026 16:57
Navalny avvelenato con una tossina rara: l’accusa congiunta di cinque Paesi europei - © Ansa/Epa
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I governi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi hanno diffuso una dichiarazione congiunta a margine della Conferenza di Monaco, affermando che Alexei Navalny – l’oppositore russo morto due anni fa in un campo di prigionia – sarebbe stato assassinato dallo Stato russo tramite una “rara tossina”.

Secondo la nota, le analisi condotte da più laboratori europei avrebbero individuato tracce di un agente chimico altamente letale, compatibile con sostanze già utilizzate in passato in operazioni attribuite ai servizi russi. “Sappiamo che lo Stato russo ha usato questa tossina per colpire Navalny, temendo la sua opposizione”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri britannico.

Londra ha inoltre annunciato di aver segnalato formalmente il caso all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), chiedendo un approfondimento internazionale sull’uso di agenti tossici in violazione delle convenzioni globali.

La Russia, al momento, non ha rilasciato commenti ufficiali sulla nuova accusa, ma in passato ha sempre respinto ogni responsabilità per la morte del dissidente, sostenendo che il decesso fosse dovuto a cause naturali. La presa di posizione dei cinque Paesi europei riapre però un fronte diplomatico già teso, rilanciando la richiesta di un’indagine indipendente e trasparente sulle circostanze della morte di Navalny.

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