Nato, allerta sul fianco est: “Mosca prepara possibili provocazioni contro Baltici o Polonia”
Fonti di intelligence citate dal Guardian segnalano il rischio di azioni ibride russe per testare la coesione dell’Alleanza
Secondo quanto riportato dal Guardian, alcuni Paesi del fianco orientale della Nato avrebbero segnalato il rischio che la Russia stia preparando una possibile “provocazione” contro gli Stati baltici o la Polonia, con l’obiettivo di testare la coesione dell’Alleanza atlantica.
Il quotidiano britannico cita fonti di intelligence secondo cui il Cremlino starebbe valutando azioni non riconducibili a un conflitto convenzionale su larga scala, ma a operazioni mirate e di pressione strategica. In particolare, fonti occidentali avrebbero espresso preoccupazione per una possibile escalation indiretta, in un contesto già segnato dall’intensificarsi delle operazioni ucraine contro obiettivi in profondità sul territorio russo, inclusi nodi logistici nei pressi di Mosca e San Pietroburgo.
L’intelligence lettone ha dichiarato di osservare “segnali che indicano che la Russia sta preparando provocazioni militari contro i Paesi baltici o la Polonia”, precisando tuttavia che non si tratterebbe di un attacco su vasta scala. Una distinzione che, secondo gli analisti, suggerisce piuttosto l’ipotesi di azioni ibride o limitate, finalizzate a esercitare pressione politica e militare sulla Nato.
Russia, secondo queste valutazioni, non avrebbe attualmente la capacità di aprire un secondo fronte operativo, ma potrebbe orientarsi verso forme di conflitto ibrido. Tra queste vengono citati possibili attacchi con missili o droni, oltre ad altre azioni indirette volte a inviare un messaggio politico ai Paesi occidentali: ridurre il sostegno all’Ucraina per evitare conseguenze dirette sui membri dell’Alleanza.
Una fonte politica di un secondo Paese Nato, citata sempre dal Guardian, avrebbe inoltre confermato che sono in corso raccolte di informazioni su possibili iniziative del presidente Vladimir Putin, parlando di ipotesi di manovre contro gli Stati baltici.