Mps, doppio no al piano difensivo di Lovaglio
Caltagirone vota contro in assemblea, Crédit Agricole non aderisce all’offerta su Banco Bpm. Praude di Malvestio apre all’Opas di Intesa Sanpaolo
Doppio stop al piano difensivo dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio. A bocciarlo sono Francesco Gaetano Caltagirone e Crédit Agricole, in due mosse distinte ma convergenti.
Fgc, la holding del gruppo dell’imprenditore romano, voterà contro tutti e cinque i punti della parte straordinaria dell’assemblea di Mps fissata per il 29 ottobre. La decisione è stata presa all’unanimità dal cda della società, che ha recepito integralmente le valutazioni del Comitato degli amministratori indipendenti.
Sul fronte Banco Bpm, Crédit Agricole ha invece deciso di non rispondere all’offerta. All’Opas di Intesa Sanpaolo aderirà invece Praude Asset Management, la società di gestione riconducibile a Massimo Malvestio, socio del Monte.