Mosca emette mandato di cattura internazionale per Pavel Durov: "Complice del terrorismo"

Il fondatore di Telegram, che si trova attualmente in Francia, è accusato dai servizi segreti russi di non aver rimosso canali usati dall'intelligence ucraina per organizzare sabotaggi

A cura di Glauco Valentini Redazione
29 luglio 2026 12:42
Mosca emette mandato di cattura internazionale per Pavel Durov: "Complice del terrorismo" - Pavel Durov
Pavel Durov
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La Russia ha annunciato di aver emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti di Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram, con l'accusa di "complicità nel terrorismo". La notizia è stata resa nota tramite un comunicato dell'Fsb, i servizi di sicurezza russi, secondo cui Durov, imprenditore 41enne nato a San Pietroburgo e in possesso di passaporto francese ed emiratino, si trova attualmente in Francia.

Secondo Mosca, Durov sarebbe accusato di "facilitazione di attività terroristiche" per non aver cancellato dalla piattaforma canali e bot utilizzati dai servizi speciali ucraini e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo in Russia. Nello specifico, secondo quanto riferito dall'agenzia russa Ria Novosti, gli investigatori fanno riferimento a un servizio di incontri online attraverso il quale agenti dei servizi ucraini, fingendosi donne, avrebbero contattato giovani russi per spingerli verso azioni di sabotaggio. Sempre secondo l'Fsb, dal luglio dello scorso anno sarebbero stati arrestati 46 cittadini russi, di età compresa tra i 12 e i 22 anni, in 16 regioni del Paese.

Non è la prima volta che il fondatore di Telegram si trova al centro di un procedimento giudiziario: nell'agosto del 2024 era già stato fermato in Francia e trattenuto per diversi giorni con l'accusa di contenuti illegali pubblicati sulla piattaforma da alcuni utenti, per poi ottenere il permesso di espatrio dai magistrati francesi nel marzo 2025.

Da parte sua, Durov ha definito il caso politicamente motivato, scrivendo su Telegram che le autorità russe cercherebbero pretesti per limitare l'accesso alla piattaforma all'interno del Paese.

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