Morti in ambulanza, i carabinieri tornano ad ascoltare i testimoni

Da domani nuovo round di indagini dopo l'interrogatorio di Luca Spada

A cura di Glauco Valentini Redazione
19 aprile 2026 19:10
Morti in ambulanza, i carabinieri tornano ad ascoltare i testimoni -
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Ci sono ancora tanti punti interrogativi sul caso di Luca Spada, l'operatore dell'ambulanza arrestato per la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta il 25 novembre durante un trasporto, e indagato per altri cinque decessi analoghi. Dubbi che gli investigatori non hanno dissolto mercoledì quando il giovane è stato sentito dalla procura di Forlì. Per questo nei prossimi giorni, già da domani, i carabinieri torneranno a sentire i testimoni, a cominciare dai colleghi della Croce Rossa, ma anche ai soci dell'agenzia di pompe funebri, i cui rapporti con Spada sono al centro delle verifiche.

Lui, mercoledì scorso, ha parlato per quattro ore, rispondendo alle domande e continuando a proclamarsi innocente, come ha sempre fatto da quando è stata resa nota la vicenda. Fra la sua versione e gli elementi che gli inquirenti hanno raccolto e che hanno portato all'arresto, sono troppi, però, gli aspetti che non tornano. Per questo i carabinieri hanno deciso che la prima cosa da fare a questo punto sia riascoltare i testimoni per metterli a confronto con la ricostruzione delle vicende fornite dall'indagato.

Uno degli aspetti sui quali la procura di Forlì guidata da Enrico Cieri e i carabinieri proveranno a far luce è la questione del movente, che, al momento, rimane oscuro. E che è il motivo per cui la custodia cautelare in carcere è stata disposta per un caso (l'ultimo) e non per gli altri cinque che sono all'attenzione dell'indagine. Spada, com'era già emerso e come risulta dai dialoghi intercettati, aveva rapporti con imprese di onoranze funebri, ma l'agenzia con cui in qualche modo collaborava (e i cui responsabili saranno di nuovo ascoltati) non ha trattato nessuno dei morti contestati nel fascicolo.

Intanto si attende la trascrizione dell'interrogatorio di mercoledì: un atto che permetterà agli avvocati della difesa di avanzare una richiesta di scarcerazione.

Dalle carte delle indagini emerge anche una ricostruzione di una delle vicende più centrali di questa storia, ovvero la telecamera montata sull'ambulanza il 25 novembre 2025 che, nelle intenzioni degli investigatori, avrebbe dovuto coglierlo sul fatto. Il 25 novembre la telecamera non aveva funzionato per un problema di alimentazione e venne sistemata dai carabinieri nella notte successiva.

Il mattino del 26 novembre, quando Mambelli era già morta, Spada salì sull'ambulanza con un collega. Come documentato dall'intercettazione ambientale, Spada notò il dispositivo e lo indicò al collega. I due esaminarono l'oggetto a lungo. La difesa, all'uscita dall'interrogatorio di garanzia mercoledì, aveva spiegato che il suo assistito voleva semplicemente riavvitare un pezzo dell'ambulanza.

La sequenza documentata nell'ordinanza sulla telecamera è però uno degli elementi su cui la Procura ha fondato la richiesta di custodia cautelare anche per il rischio di inquinamento delle prove. E la sua permanenza in carcere diventerà probabilmente un tema di confronto fra gli avvocati e i magistrati. (ANSA).

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