Morte di Fakir al Pilastro, sei persone iscritte nel registro delle "annotazioni preliminari"
Scatta per la prima volta lo scudo penale: coinvolti i due agenti intervenuti e i quattro operatori del 118. Si procede per omicidio colposo
Sono sei le persone su cui la Procura di Bologna ha aperto accertamenti per la morte di Fakir Abderrahim, l'uomo deceduto durante un fermo di polizia nel quartiere Pilastro. Si tratta dei due agenti intervenuti sul posto e dei quattro operatori del 118 chiamati perché l'uomo era in preda a una crisi psichiatrica.
Per tutti è stata applicata per la prima volta la nuova norma dello "scudo penale": i loro nomi sono stati iscritti in un registro separato, il modello 45 bis, riservato ai casi in cui il reato ipotizzato — in questo caso omicidio colposo — sarebbe stato commesso in presenza di una causa di giustificazione, come l'esercizio di un dovere di servizio. Non si tratta quindi, tecnicamente, di un'iscrizione nel registro degli indagati.
I magistrati stanno ricostruendo l'intera vicenda, che — sottolinea la Procura — ha un'estensione temporale più ampia rispetto al video diffuso in rete nei giorni scorsi, e che comprende anche le fasi precedenti e successive a quelle riprese nelle immagini circolate sui social.
Durissima la reazione del legale della famiglia della vittima, secondo cui non dovrebbe essere la polizia a occuparsi degli accertamenti sull'accaduto. Nel frattempo, a Bologna e a Roma sono state organizzate manifestazioni per chiedere giustizia per Fakir Abderrahim.
A far discutere, in queste ore, anche la mancata messa in onda di un servizio dedicato al caso da parte del Tgr Emilia-Romagna, episodio che ha alimentato ulteriori polemiche attorno alla vicenda.