Morte di Andrea Costantini, la famiglia contesta il biglietto d’addio: “Troppe incongruenze”

Il 38enne trovato senza vita nella cella frigorifera di un supermercato a Termoli: riaperto il fascicolo per istigazione al suicidio e omicidio, i familiari chiedono nuovi accertamenti

A cura di Glauco Valentini Redazione
06 aprile 2026 14:17
Morte di Andrea Costantini, la famiglia contesta il biglietto d’addio: “Troppe incongruenze” - Andea Costantini
Andea Costantini
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La morte di Andrea Costantini, 38 anni, macellaio trovato senza vita il 15 settembre nella cella frigorifera di un supermercato di Termoli, resta un giallo. Il caso, inizialmente archiviato come suicidio, è ora oggetto di una nuova indagine della Procura di Larino per istigazione al suicidio, omicidio colposo e volontario, al momento contro ignoti.

L’autopsia ha rilevato ferite da taglio compatibili anche con un gesto volontario, ma la famiglia continua a escludere il suicidio, segnalando anche “necrosi putrefattive” che complicano la lettura medico-legale.

L’avvocato Piero Lorusso, legale dei genitori, ha chiesto accertamenti su Dna del coltello, penna, foglio del presunto biglietto d’addio e sugli indumenti. Proprio sul biglietto emergono le maggiori ombre: nelle immagini appare disteso accanto a un computer, mentre dalle indagini difensive risulterebbe che sia stato trovato ripiegato, in una busta di plastica, nella tasca posteriore dei pantaloni di Andrea.

La famiglia vuole sapere chi e quando lo avrebbe spostato e sottolinea che non è mai stata fatta una comparazione grafologica, perché non sono stati acquisiti campioni di scrittura del 38enne. “La ricerca della verità sulla morte di Andrea richiede il massimo rigore investigativo”, ribadisce il legale.

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