Monaldi, morte del piccolo Domenico: due medici accusati di aver alterato la cartella clinica
La Procura contesta il falso al cardiochirurgo Oppido e all’operatrice Bergonzoni: nel mirino gli orari dell’arrivo del cuore da trapiantare
Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni deceduto dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. La Procura ha contestato il reato di falso al cardiochirurgo Guido Oppido e alla seconda operatrice Emma Bergonzoni, già indagati per omicidio colposo. Secondo gli inquirenti avrebbero modificato la cartella clinica, in particolare gli orari relativi all’arrivo del cuore proveniente da Bolzano, elemento ritenuto cruciale per ricostruire la sequenza dell’intervento.
I pm hanno chiesto per entrambi una misura interdittiva; saranno ascoltati entro fine mese. In totale gli indagati sono sette. Intanto i genitori del bambino sono stati sentiti oggi in Procura, rinviando la presentazione della fondazione dedicata al figlio.
La vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo la trasmissione Rai “Lo Stato delle Cose”, dove sono stati mostrati documenti ospedalieri che indicherebbero un dettaglio gravissimo: l’espianto del cuore del piccolo sarebbe iniziato 12 minuti prima dell’arrivo del nuovo organo, poi giudicato non idoneo perché conservato con ghiaccio secco. Anche l’orario del clampaggio aortico, indicato alle 14.18 nelle cartelle, sarebbe avvenuto in realtà più tardi.