Mojtaba Khamenei promette vendetta ai funerali del padre, mentre Usa e Iran tornano al tavolo in Oman
Il nuovo leader supremo iraniano: "Vendicheremo il sangue dei martiri". Trattative riprese nonostante i raid incrociati che hanno fatto saltare la tregua
Nel giorno della sepoltura di Ali Khamenei, ucciso nel raid israelo-americano che ha aperto la guerra dei 40 giorni, il figlio e successore Mojtaba Khamenei ha diffuso un messaggio scritto in cui promette rappresaglia contro Stati Uniti e Israele. La Guida suprema iraniana ha affermato che la vendetta è un desiderio della nazione e che deve certamente essere compiuta, rivolgendosi direttamente al padre defunto e giurando di colpire, per mano di quelli che ha definito criminali e disonorevoli assassini, in nome del sangue versato in entrambi i conflitti.
Il messaggio è stato rilanciato dai media di Stato iraniani proprio mentre si concludevano le lunghe cerimonie funebri per l'ex Guida suprema, guidato del Paese per 37 anni.
Sul fronte diplomatico, nonostante le tensioni e gli scambi di accuse degli ultimi giorni, i negoziati tra Washington e Teheran non si sono fermati. Secondo quanto riportato dall'emittente statunitense Cbs, le delegazioni americana e iraniana si sono recate oggi in Oman per proseguire i colloqui attraverso i consueti mediatori, nonostante i raid incrociati che nei giorni scorsi avevano fatto saltare la tregua raggiunta in precedenza. Sempre secondo la tv Usa, il team negoziale americano sarebbe guidato dal vicepresidente J.D. Vance, anche se al momento questa informazione non ha ricevuto ulteriori conferme ufficiali.