Mistero della ricina a Campobasso: indagini senza sosta sulla morte di madre e figlia
La Scientifica torna nella casa sotto sequestro per cercare tracce del veleno
Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi, 51 anni, e della figlia sedicenne Sara proseguono con ritmo serrato. Le due donne, decedute a fine dicembre a Campobasso, non sarebbero state vittime di una semplice intossicazione alimentare ma di un avvelenamento da ricina, sostanza altamente tossica rinvenuta nel loro sangue.
La Procura di Larino, che procede contro ignoti per duplice omicidio premeditato, ha disposto nuovi interrogatori tra familiari e conoscenti per chiarire le ultime ore delle vittime. Intanto la Polizia scientifica è tornata nell’abitazione di Pietracatella, ancora sotto sequestro, alla ricerca di eventuali tracce del veleno.
Resta da capire come la ricina sia stata somministrata: l’ipotesi più accreditata è la contaminazione di cibi o bevande consumati in casa. Il marito, che aveva manifestato sintomi simili, è risultato negativo alla sostanza nelle prime analisi.