Ministro Piantedosi, possibili ripercussioni dei conflitti esteri anche in Italia

Dal Ministro critiche ai magistrati “ideologizzati” e difesa dei Centri per il Rimpatrio

A cura di Riccardo Giannini Redazione
07 marzo 2026 15:22
Ministro Piantedosi, possibili ripercussioni dei conflitti esteri anche in Italia - Matteo Piantedosi
Matteo Piantedosi
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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi invita a mantenere alta l’attenzione sulle possibili ripercussioni interne dei conflitti internazionali. Intervenendo a Bologna durante un evento della Lega, il titolare del Viminale ha sottolineato la necessità di monitorare con attenzione l’evoluzione del dibattito pubblico legato alla guerra, che con il passare dei giorni potrebbe tradursi in tensioni nelle piazze italiane.

Secondo Piantedosi, infatti, i conflitti e le ragioni che li alimentano rischiano di trasformarsi in contrapposizioni radicali capaci di trasferirsi anche nelle manifestazioni pubbliche. Per questo motivo il ministero dell’Interno sta seguendo con particolare attenzione alcune iniziative già programmate nelle prossime settimane, tra cui la manifestazione organizzata dai movimenti antagonisti prevista il 28 marzo a Roma.

Nel suo intervento il ministro ha affrontato anche il tema dell’immigrazione, attaccando apertamente quella che ha definito l’azione di alcuni “magistrati ideologizzati”, accusati di ostacolare il lavoro del governo e le politiche adottate dall’esecutivo, tra cui la scelta di trasferire una parte dei migranti nei centri di permanenza per il rimpatrio anche in Albania.

Piantedosi ha sottolineato che dietro a queste decisioni c’è il lavoro svolto da forze di polizia e magistratura per perseguire persone responsabili di reati. A suo giudizio, questo impegno rischierebbe però di essere vanificato da posizioni “pregiudiziali e ideologiche” di alcuni magistrati, accusati di trasformare la questione in una battaglia politica contro le politiche del governo.

Parlando alla platea riunita all’hotel Savoia Regency per l’iniziativa “Io voto Sì. La riforma che fa giustizia”, il ministro ha criticato anche alcune prese di posizione pubbliche di magistrati in servizio che, secondo lui, avrebbero anticipato giudizi negativi su provvedimenti normativi del governo, arrivando a sostenere che le strutture per i migranti in Albania non sarebbero mai entrate realmente in funzione.

Il titolare del Viminale ha poi difeso il ruolo dei centri di permanenza per il rimpatrio, sostenendo che i Cpr rappresentano uno strumento utile per la gestione della sicurezza pubblica su tutto il territorio nazionale. “I Cpr sono utili in tutta Italia, quindi anche a Bologna”, ha affermato, respingendo l’idea di un accanimento specifico nei confronti della città.

Piantedosi ha infine citato i dati sulla criminalità nel capoluogo emiliano, sostenendo che circa il 48% dei reati sarebbe commesso da cittadini stranieri, e che per questo motivo sarebbe “fisiologico” valutare anche a Bologna la presenza di una struttura di questo tipo, nell’ottica di rafforzare i meccanismi di controllo della sicurezza pubblica.

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