Milano, seconda notte di guerriglia: oltre 200 fermati, l’80% minorenni
Scontro Sala-Piantedosi sull’ordine pubblico. Meloni convoca la riunione e promette «nuovi strumenti»: si pensa a un decreto sul modello Caivano
A meno di ventiquattr’ore dai primi disordini, il centro di Milano è tornato ostaggio di gruppi di ragazzini incappucciati. Saccheggi e devastazioni a pochi passi da piazza Duomo: vetrine spaccate, sassi e bombe carta. Il bilancio provvisorio parla di oltre 200 fermati, l’80% dei quali minorenni, e di almeno 500mila euro di danni.
Sull’accaduto è subito esplosa la polemica politica. «Ieri c’erano pochi agenti», ha accusato il sindaco Giuseppe Sala. Secca la replica del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Sei un radical chic». Il titolare del Viminale incontrerà oggi i vertici della Polizia e il Questore di Milano.
La premier Giorgia Meloni ha convocato per oggi una riunione e promette «nuovi strumenti» contro «chi semina il caos». L’ipotesi allo studio è un intervento sul modello del decreto Caivano. La Lega spinge per introdurre il fermo preventivo anche per i minorenni, mentre Forza Italia propone di tenere un Consiglio dei ministri a Milano.
Dall’opposizione, la segretaria del Pd Elly Schlein invita a distinguere: «Le violenze non siano un alibi per coprire le proteste pacifiche».