Midterm, Trump si gioca il Congresso: "Se siete stufi di me, vado a fare il premier in Israele"
Milioni di americani al voto per rinnovare Camera e parte del Senato. I democratici partono favoriti, mentre il presidente rilancia anche sull'interruzione degli aiuti militari a Israele
Gli Stati Uniti sono alle urne per le elezioni di metà mandato, un appuntamento che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Congresso e mettere in difficoltà Donald Trump nella seconda parte della sua presidenza.
Si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti, 35 dei 100 seggi del Senato e 36 governatorati. I sondaggi indicano un vantaggio dei democratici, considerati favoriti soprattutto per conquistare la Camera e con possibilità di strappare anche il Senato ai repubblicani. Una vittoria dell'opposizione trasformerebbe Trump in un presidente con una maggioranza parlamentare avversa, il cosiddetto scenario dell'«anatra zoppa».
Il presidente ha invitato i suoi sostenitori a recarsi alle urne: «Se i nostri vanno a votare, vinciamo con margini schiaccianti. Fate finta che sulla scheda ci sia io». Trump seguirà lo scrutinio dalla Casa Bianca. Tra le battute pronunciate durante la campagna anche quella rivolta agli elettori che potrebbero essere stanchi di lui: potrebbe andare a fare il premier in Israele.
Nel giorno del voto è arrivato anche un annuncio destinato a far discutere sul fronte internazionale: Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti interromperanno alla fine dell'anno i circa 4 miliardi di dollari di aiuti annuali a Israele, pur continuando a vendere armi al Paese. Il presidente ha sostenuto che Benjamin Netanyahu sarebbe d'accordo con questa scelta.
I primi risultati arriveranno dopo la chiusura dei seggi, ma in alcuni Stati il conteggio delle schede postali e provvisorie potrebbe richiedere diversi giorni. La partita per il controllo del Congresso potrebbe quindi non chiudersi nella notte elettorale.