Messico nel caos dopo l’uccisione di “El Mencho”
Almeno 26 morti negli scontri tra narcos ed esercito. Voli sospesi e allerta per i cittadini stranieri
Il Messico sta vivendo ore di violenza e instabilità dopo l’operazione militare che ha portato all’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, leader del potentissimo Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG). La morte del boss ha scatenato una reazione feroce da parte dell’organizzazione criminale, precipitata in una spirale di scontri armati con le forze federali.
Secondo le autorità messicane, il bilancio provvisorio è di 26 vittime, tra cui una donna incinta e 17 agenti delle forze dell’ordine. Le operazioni di sicurezza proseguono in diverse regioni del Paese, con posti di blocco, pattugliamenti straordinari e interventi dell’esercito nelle aree considerate più a rischio.
Voli sospesi e allerta internazionale
La situazione ha spinto numerose compagnie aeree internazionali a sospendere temporaneamente i collegamenti con gli aeroporti messicani più esposti ai disordini. Anche la Farnesina sta monitorando gli sviluppi, invitando i cittadini italiani presenti nel Paese a limitare gli spostamenti, evitare zone isolate e seguire le indicazioni delle autorità locali.
Ripercussioni sullo sport e sulla vita quotidiana
Il clima di tensione ha avuto effetti anche sul mondo dello sport: la federazione calcistica messicana ha annunciato la sospensione di alcune partite, ritenendo impossibile garantire la sicurezza di squadre e tifosi.
Nel frattempo, molte città stanno vivendo una quotidianità stravolta: negozi chiusi, strade deserte, scuole che hanno anticipato la chiusura e un diffuso senso di incertezza tra la popolazione.
Un Paese in bilico
L’eliminazione di El Mencho rappresenta un colpo durissimo per il CJNG, ma rischia di aprire una fase ancora più instabile, con possibili lotte interne per la successione e nuove offensive contro lo Stato. Il governo messicano ha assicurato che “non arretrerà di fronte alla violenza”, ma la sensazione, oggi, è quella di un Paese sospeso tra la speranza di un cambiamento e il timore di un’escalation.