Meloni: “Crisi complessa, l’Italia non vuole entrare in guerra”
La premier in Senato: “Intervento di Usa e Israele fuori dal diritto internazionale. Pronti a colpire chi specula sui carburanti. Nell’Ue l’unanimità sul bilancio non è aggirabile”
Nel suo intervento al Senato in vista del Consiglio europeo e alla luce dell’escalation in Medio Oriente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la situazione “una crisi complessa”, ribadendo che l’Italia “non è in guerra e non ci vuole entrare”. La premier ha sottolineato che il governo “non è complice di decisioni altrui” e ha criticato apertamente l’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele, definendola “fuori dal diritto internazionale”.
Meloni ha poi annunciato la disponibilità dell’esecutivo a intervenire sul fronte dei carburanti: “Siamo pronti ad aumentare le tasse a chi specula sui prezzi”, ha dichiarato, assicurando che il governo “non si sottrae al confronto parlamentare”.
Un passaggio significativo è stato dedicato alla sicurezza del contingente italiano in Libano: la premier ha esortato a garantire la massima tutela dei soldati impegnati nella missione Unifil, alla luce delle tensioni nell’area.
Sul fronte europeo, Meloni ha ribadito che il principio dell’unanimità sul bilancio dell’Unione “non è aggirabile” e che la soluzione alle attuali divergenze “deve essere politica”.
Non sono mancati attacchi alla magistratura: la premier ha criticato alcune decisioni dei giudici in materia di trasferimenti in Albania, sostenendo che “vengono revocati anche per chi stupra minori”, definendo tali provvedimenti “fuori dalle normative e dal buonsenso”.
Nel pomeriggio Meloni è attesa alla Camera per proseguire le comunicazioni in vista del Consiglio Ue.