Meloni all’UE: “Serve più coraggio sulla crisi energetica”

Sotto osservazione i conti italiani: OCSE e UPB avvertono su crescita debole e possibili revisioni al ribasso

A cura di Glauco Valentini Redazione
23 aprile 2026 19:12
Meloni all’UE: “Serve più coraggio sulla crisi energetica” - (AP Photo/Petros Karadjias)
(AP Photo/Petros Karadjias)
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Al vertice europeo di Cipro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rilancia il tema della crisi energetica chiedendo all’Unione europea un cambio di passo. “Serve più coraggio”, afferma la premier, sottolineando come il piano messo in campo dalla Commissione rappresenti “un passo nella giusta direzione, ma non sufficiente” ad affrontare una congiuntura internazionale sempre più complessa.

Nel corso dei lavori, Meloni ha cercato anche un’apertura sul fronte delle regole fiscali europee, proponendo maggiore flessibilità per escludere le spese per la difesa dal calcolo del Patto di Stabilità. Una richiesta che si inserisce nel dibattito più ampio sulla revisione della governance economica dell’Unione, mentre diversi Stati membri chiedono margini più ampi per sostenere investimenti strategici.

Sul piano interno, la presidente del Consiglio non chiude alla possibilità di un intervento sui conti pubblici. “Non escludiamo nulla”, dichiara, lasciando intendere che anche l’ipotesi di uno scostamento di bilancio potrebbe essere presa in considerazione alla luce dell’evoluzione dello scenario economico.

Meloni torna poi ad attaccare il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, puntando il dito contro l’eredità del Superbonus. “I conti sono in ordine – afferma – ma pesa il disordine del passato: qualcuno ha lasciato debiti che il governo successivo ha dovuto pagare per cinque anni”.

Intanto, arrivano segnali di cautela dagli organismi indipendenti. L’OCSE e l’Ufficio Parlamentare di Bilancio mettono in guardia sull’andamento dell’economia italiana. In uno scenario segnato dal protrarsi dei conflitti internazionali, l’impatto sul Pil potrebbe risultare significativo.

Le stime attuali indicano una crescita dello 0,4% per il 2026, ma – avvertono gli analisti – si tratta di una previsione esposta a “possibili revisioni” al ribasso. Un quadro che rafforza le pressioni sul governo affinché bilanci prudenza fiscale e misure di sostegno all’economia reale.

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