Meloni al Senato in vista del Consiglio Ue: sostegno a Kiev e sull'economia "pesa costo energia"

La premier difende gli investimenti nella difesa e chiede una voce europea nei negoziati di pace. Sul bilancio Ue avverte: "Non firmeremo un accordo non vantaggioso per l'Italia"

A cura di Redazione Redazione
14 ottobre 2026 14:21
Meloni al Senato in vista del Consiglio Ue: sostegno a Kiev e sull'economia "pesa costo energia" - La Premier Giorgia Meloni PH ANSA
La Premier Giorgia Meloni PH ANSA
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Circa 45 minuti di intervento, accompagnati da ripetuti applausi della maggioranza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta oggi al Senato per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, affrontando i principali dossier sul tavolo comunitario: dal costo dell'energia alla guerra in Ucraina, passando per le spese per la difesa e il futuro bilancio dell'Unione.

Tra i passaggi più applauditi dai parlamentari di maggioranza, quelli sulla Russia, sulla necessità di investire nella difesa senza sottrarre risorse a sanità e scuola e sulla tutela dei confini. L'intervento si è concluso con un lungo applauso. Assenti dai banchi del governo i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto; successivamente è arrivata la ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.

Sul fronte economico, Meloni ha indicato nel costo dell'energia la principale criticità per la competitività delle imprese. "La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia è il costo dell'energia", ha affermato, sottolineando che "nessuno può rispondere efficacemente da solo" e che serve quindi "una risposta coordinata e rapida".

La premier ha chiesto anche di rivedere le regole europee che rischiano di aggravare le difficoltà delle aziende, in un contesto di concorrenza globale sempre più intensa. "Ogni costo in più che l'Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti", ha osservato, avvertendo che il tempo per correggere la rotta non è infinito.

Ampio spazio è stato dedicato alla guerra in Ucraina. "Nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace: solo una pace giusta può durare e mette al sicuro l'Europa e i nostri interessi", ha dichiarato Meloni, ribadendo che la linea del governo non cambia. "Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione".

La presidente del Consiglio ha inoltre criticato l'intesa sul gas russo annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, definendola "una scelta che considero molto rischiosa". Secondo Meloni, l'impennata dei prezzi dei carburanti è dovuta soprattutto alla guerra in Iran e non al conflitto in Ucraina. Un eventuale allentamento delle restrizioni nei confronti di Mosca, ha avvertito, potrebbe garantire nuove risorse alla Russia per finanziare la guerra e indebolire la pressione sanzionatoria occidentale.

Sul processo di pace, la premier ha chiesto che l'Europa svolga un ruolo più incisivo nei negoziati, individuando una figura autorevole incaricata di rappresentare la posizione comune dei Ventisette. Meloni ha criticato l'iniziativa autonoma di Francia, Germania e Regno Unito, riuniti nel formato E3, sostenendo che eventuali iniziative dovrebbero essere accompagnate da un mandato ufficiale condiviso da tutti gli Stati membri.

Un altro passaggio centrale ha riguardato le spese per la difesa. Meloni ha respinto le critiche secondo cui maggiori investimenti militari comporterebbero tagli al welfare. "Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola, se non li spendessimo per la difesa non potremmo spenderli in altro", ha affermato, accusando di mentire chi sostiene che una maggiore sicurezza significhi meno risorse per ospedali e servizi pubblici.

Infine, la premier ha affrontato il tema del prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea, ribadendo che l'Italia non è disposta ad accettare un accordo a qualsiasi costo. Pur riconoscendo l'obiettivo delle istituzioni europee di raggiungere un'intesa entro la fine dell'anno, Meloni ha chiarito che il governo firmerà soltanto un accordo ritenuto conveniente per il Paese. "L'Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione", ha concluso, definendo queste politiche componenti essenziali dell'autonomia strategica europea.

Al Senato sono state depositate sette risoluzioni sulle comunicazioni della presidente del Consiglio: due della maggioranza, una delle quali dedicata all'Ucraina e al sostegno delle iniziative diplomatiche per la tregua, e cinque delle opposizioni, presentate da Partito democratico, Italia Viva, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione.

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