Medio Oriente, tregua sempre più fragile: Iran sospende i colloqui con gli Usa e minaccia nuovi fronti
Escalation tra Israele e Hezbollah in Libano, raid su Tiro e allarme sui mercati: cresce il rischio di allargamento del conflitto
La tregua in Medio Oriente appare sempre più in bilico dopo l’annuncio dell’Iran di sospendere i negoziati con gli Stati Uniti in segno di protesta contro l’escalation militare israeliana in Libano. Secondo diverse fonti, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato all’Idf nuovi attacchi contro Hezbollah anche su Beirut, con il presunto via libera di Washington.
La situazione sul terreno si è ulteriormente aggravata con nuovi bombardamenti nell’area di Tiro, dove sarebbero rimasti uccisi almeno sei civili nei pressi di una struttura ospedaliera, mentre centinaia di persone stanno fuggendo dalla capitale libanese.
Sul fronte iraniano, i Pasdaran hanno lanciato minacce dirette, parlando della possibilità di chiudere lo stretto di Hormuz e di aprire nuovi fronti insieme ad alleati regionali, incluso lo stretto di Bab el-Mandeb, snodo strategico tra Mar Rosso e Golfo di Aden.
A complicare ulteriormente il quadro internazionale, resta il mistero su un’esplosione avvenuta a bordo di un mercantile nel Golfo, mentre gli Stati Uniti osservano con attenzione l’evolversi della crisi. L’ex presidente Donald Trump ha commentato le indiscrezioni sui negoziati affermando che, se confermate, “andrebbe bene” la loro interruzione, aggiungendo che “si è parlato anche troppo”, e ha poi avuto una telefonata con Netanyahu.
La crescente tensione ha già avuto effetti immediati sui mercati energetici, con un forte aumento dei prezzi di petrolio e gas e le borse internazionali in netto calo, segno della preoccupazione degli investitori per un possibile allargamento del conflitto.