Medio Oriente in fiamme: il Pentagono sferra l’attacco "totale", Teheran minaccia Trump
L’Europa si muove: Meloni alle Camere, Mattarella avverte: "No a strappi sovranazionali"
Al decimo giorno di conflitto e dopo oltre 1.300 morti in Iran, il Pentagono annuncia quella che definisce la “più intensa” serie di attacchi contro il Paese degli ayatollah. Le dichiarazioni ufficiali sembrano però contraddire l’annuncio della fine imminente delle ostilità fatto ieri dal presidente americano Donald Trump.
Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu sottolinea la continuità delle operazioni: “Stiamo spezzando le ossa all’Iran, ma non abbiamo ancora finito”. Di rimando, il regime di Teheran lancia un avvertimento diretto a Trump: “Stai attento a non essere eliminato tu”.
Nel frattempo, continuano i raid nel Golfo e le operazioni israeliane in Libano, mentre la Turchia schiera i sistemi Patriot per proteggere i propri confini. Sul fronte europeo, il leader laburista britannico Keir Starmer ha avuto contatti con il tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni, dando il via a un’operazione congiunta per difendere le navi nello Stretto di Hormuz.
Domani, la premier Meloni riferirà in Parlamento, con l’obiettivo di approvare due risoluzioni. Nel frattempo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lancia un monito chiaro: “Non permettere una regressione autoritaria. Attenti a forme fraudolentemente rappresentative. No alla pretesa di chi vuole agire fuori dagli organismi sovranazionali”.
Il quadro internazionale resta estremamente teso, con l’Occidente impegnato a contenere il conflitto mentre crescono le pressioni diplomatiche e militari sul terreno.